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12 Nov

Palazzo Taverna, Mantovani assolto e reato estinto. La Verità ha impiegato anni, ma è arrivata

Ott 19, 2017
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Per vedere acclarata quella che ha sempre rivendicato essere una semplice, acclarata e palese Verità- ossia che NON era il proprietario di palazzo Taverna, ad Arconate- Mario Mantovani è dovuto passare (seppure non solo per questa vicenda) attraverso la custodia cautelare in carcere, gli arresti domiciliari, l’onta del giustizialismo feroce per cui vale SOLO la presunzione di colpevolezza (altro che innocenza sino al terzo grado di giudizio..), la sofferenza propria e dei suoi familiari. Sono passati 4 anni di indagini, di cui 6 mesi di carcerazione.

Ma la Verità- lo dicevamo, su queste colonne, solo pochi giorni fa- prima o poi arriva. Sempre. Nel caso di palazzo Taverna, l’edificio storico di Arconate (ossia il Comune dove Mario Mantovani abita da sempre) al centro di una lunghissima querelle che si protrae da decenni- finalmente giustizia è stata fatta. Mario Mantovani NON è mai stato il possessore di palazzo Taverna, e le accuse di abuso d’ufficio contro di lui sono decadute nella giornata di mercoledì 18 ottobre.

Quando nel corso del processo che si sta celebrando alla Quarta Sezione Penale del Tribunale di Milano, il Presidente ha pronunciato , una sentenza di assoluzione proprio  in relazione al caso di palazzo Taverna; l’assoluzione di Mantovani e degli altri imputati è intervenuta per estinzione del reato. 

mantovanibandiera

Nel corso dell’udienza, Mario Mantovani ha inteso rilasciare una dichiarazione che riassume questa sofferente, dolorosa vicenda:

Vostro Onore, prendo atto dell’intervenuta estinzione del reato da Lei annunciata ed è per me motivo di profondo rammarico, essendo trascorsi 4 anni di indagini, tra cui 6 mesi tra carcere ed arresti domiciliari. Ricordo che fin da subito avevo chiesto di essere giudicato con rito immediato, rinunciando alle prerogative costituzionali della difesa, al fine di fare chiarezza- senza perdite di tempo- in merito a fatti avvenuti 30 anni fa e relativi ad una vicenda di atti notarili risalenti al 1988. Mi chiedo ora il motivo di tale situazione e mi domando perché la Procura non abbia per esempio deciso di approfondire fin da subito detto capo d’imputazione, non consentendo al Tribunale di compiere le necessarie valutazioni. Peraltro io sono certo della mia innocenza e del fatto che questa trovi riscontro nella documentazione decisiva già depositata nel giugno 2016 ed acquisita agli atti del processo, nonostante la revoca del consenso espresso dalla Procura circa l’acquisizione della stessaDalla lettura infatti di tali documenti e da una relazione di sintesi del notaio incaricato, emerge palesemente come né io né alcuna mia società siano stati proprietari di un solo mq di palazzo Taverna ad Arconate. Decade quindi il teorema che ha portato all’accusa di abuso d’ufficio ed anzi prende corpo, inaspettatamente, quello che è l’origine di tale colossale equivoco, ovverossia la falsa attribuzione di parte di questa proprietà alla mia persona, avvenuta solo in forza di una condotta posta in essere prima dall’architetto Claudio Pantaleoni e poi dall’ex sindaco di Arconate don Piercarlo Maggiolini. Ho per questo già dato mandato ai miei avvocati di procedere in sede civile e penale per il ristabilimento della verità e dell’onorabilità della mia persona. 

iustitia

Come annunciato la settimana scorsa, nonostante la mia propensione a valutare l’atto di estinzione del reato, ho accondisceso all’invito dei miei avvocati che con fermezza mi hanno rammentato il significato di questo istituto giuridico, previsto proprio dallo Stato italiano a tutela dei diritti dei cittadini ad un giusto processo, in tempi ragionevoli, secondo il dettame dell’articolo 111 della Costituzione. E purtroppo, come sappiamo, i tempi della giustizia italiana ad oggi non garantiscono la necessaria serenità”.

cuggio3

La battaglia di Mario Mantovani, una battaglia di giustizia, di libertà e di Verità, ora prosegue. Mario Mantovani continuerà a difendersi NEL processo, e non DAL processo. Certo che, prima o poi, la Verità arriva. Sempre.

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