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12 Nov

Il nostro amore sarà sempre più forte del vostro odio. Di Vittorio Mantovani

Dic 19, 2017
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E’ passato 1 anno da quando Vittorio Mantovani decise di lasciare a boccaperta noi ‘seriosi’ e ‘parrucconi’ social-media-manager-journalist (…) della Nostra Verità. Gli abbiamo chiesto di farlo ancora. E ci è riuscito, accidenti. Ci è riuscito ancora..

 

 

Caro papà,
passano gli anni, ma la consapevolezza che la vita sia da apprezzare nel profondo e con serenità prende sempre più forza nel mio animo, soprattutto dopo questo così violento terremoto giudiziario che ha colpito te e quanti ti sono vicini da sempre.

Notavo, proprio in questi giorni, l’ennesimo titolone nonché l’articolo scritto, uno dei tanti, online, dai soliti giornalisti, che trae spunto dall’indagine sulle imprese non lucrative che fondasti tanti anni fa, enti privati che oggi danno lavoro e benessere a più di mille persone e sollievo ad altrettanti anziani, fragili o affetti dalla malattia di Alzheimer, nonché a ragazzi con disabilità.

Vedi, potrei rispondere tante cose, vere, a queste prestigiose firme, che sfoggiano i più elementari segreti dello scoop da copertina oltre a sperare, esaltandosi nella miseria, di far breccia nella mente dei lettori…

 

Si, potrei loro rispondere, per esempio, come le onlus di cui si parla non siano “di Mantovani”, che le fondò e ne lasciò la presidenza anni or sono, ma enti giuridici a se stanti di diritto privato, o come le tariffe regionali, che strumentalmente tanto enfatizzano e definiscono erroneamente “contributi”, siano, prima ancora che percepite, risorse sanitarie spese, verificate e rendicontate...Quelle stesse tariffe, previste dalla legge, che non bastano neppure per coprire i costi sociosanitari a carico degli ospiti delle Case Famiglia.

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Potrei dire loro la verità, ovvero che se tu avessi voluto dare priorità al profitto, non avresti certo, a suo tempo, fondato imprese sociali onlus, bensì società per azioni o a responsabilità limitata, come buona parte dei gestori di case per anziani in Italia, le quali ottengono, tanto quanto le onlus, tariffe sanitarie da sistemi regionali…

Oppure potrei invitare quegli stessi giornalisti, a vedere, realmente, come vive una persona anziana presso le Case che hai fondato, cosicché si rendano conto che non si tratta di speculazione, ma di servizio concreto sul quale non vigono manovre al risparmio, ma continua ricerca del miglioramento della qualità della vita…
Potrei far loro vedere progetti e ricerca a sostegno delle fragili condizioni, poiché io e molti altri siamo consapevoli ed orgogliosi di quanto quotidianamente ci impegniamo a fare, come si suol di solito agire tra persone che hanno idee, progetti, passione ed onestà intellettuale.

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Vorrei papà…ma non servirebbe, sarebbe del tutto inutile.

Vedi, chi scrive articoli per disegnare mostri e fomentare la caccia alle streghe (loro davvero così coraggiose, poverette, nei tempi che furono) con la supponenza del pregiudizio e per di più ne sponsorizza la promozione, lui sì che si rivela – chi scrive – uno speculatore, abbaiando non solo con l’astio, ma con il desiderio di mistificare la realtà delle cose, considerando il lettore alla stregua di una pecora al pascolo.

Per questo papà non lo farò. Ho smesso da tempo di provare livore per le voci tremebonde dell’invidia e della propaganda interessata. La peggior forma di ipocrisia che conosca.

Abbiamo provato tutto, persino la tua improvvisa, direi quasi violenta carcerazione per giorni e giorni e mesi…ed ora le indagini si susseguono ancora. Se ci sono nuovi dubbi, noi saremo qui, insieme a te, a disposizione della magistratura, pronti a rispondere alle contestazioni, scevri dal timore, certi dell’operato e di aver agito con lealtà.

Ma vivremo, poiché gli insegnamenti portano inevitabilmente alla serenità e alla speranza.

Orazio, grande poeta del passato, ammoniva i suoi allievi istruendoli alla moderatezza, alla lucidità, all’equilibrio.

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Duemila anni or sono affermava comesempre più spesso gli alberi più alti sono preda dei venti, così come le cime delle montagne attirano con maggiore frequenza le folgori”.

Sei tu, allo stesso tempo, ad avermi insegnato “come è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire”, ad avermi trasmesso come sorridere alla calunnia ed alla gogna (e quanta ve ne è stata per te e per noi, figli e nipoti di semplici e leali contadini, uomini di parola ed una sola), come mantenere salda e lucida la mente nei momenti più bui, come “lottare sempre per i propri sogni”, come rispondere agli attacchi ed all’ipocrisia di chi gode delle altrui umiliazioni non con la stessa moneta, ma con la forza dei fatti e della verità, consapevolmente…ed infine, sei sempre tu ad avermi mostrato con l’esempio come le cose più semplici siano anche le più desiderate alla coscienza, una grazia naturale per l’anima, come l’amore di una moglie o il sorriso celestiale di una figlia al risveglio nella notte di Natale.

Il resto è corollario, secondarietà. Sarebbe nevralgia della mente solo se la coscienza fosse scossa dai colpi. Ma non è così per noi.

Il coraggio appartiene a chi sa resistere ai colpi della malasorte, quella voluta e quella casuale allo stesso tempo. E la vita, da qualche anno a questa parte, di colpi ne ha tirati a profusione.

Non guardare a coloro che tentano di infangare col potere della penna e dei giornali e delle parole poiché, se l’obiettivo non è la ricerca di verità, allora essi sono solo profeti di sventura ed hanno di paglia le loro code.

Ungaretti, grande poeta del recente passato, direbbe che “stanno come d’autunno, sugli alberi, le foglie”.

Io, che ancora “sto” nel presente, ho la comprovata dimostrazione che è “dal letame che nascono i fiori”. Ed aggiungo…i nostri fiori nascono dal quotidiano bene che siamo consci di generare.

Buon Natale papà, buon Natale gentili e cari lettori, che sia un un giorno vero per coloro che apprezzano la vita in ogni forma…e, perché no, un motivo di riflessione per chi naviga a vista sulle ferite, sulla pelle e la dignità degli altri, che non fa più male, ma che richiede tanta, forse troppa compassione.

Con l’affetto, ed il bene, ed il coraggio di sempre.
Tuo figlio Vittorio

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