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18 Sep

La Lombardia migliore? E’ quella autonoma

Mag 31, 2017
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Mario Mantovani ha presentato a Cuggiono il suo libro-manifesto. Per un nuovo Patto da siglare con lo Stato centrale per una Lombardia autonoma.

CUGGIONO (Milano) – “Firmiamo il nostro Patto per Milano con lo Stato centrale, fondando questo accordo non su pretese o aspirazioni, ma su risultati conquistati concretamente sul campo. E’ questa la politica del fare, concreta e onesta che non solo i lombardi, ma tutti gli italiani, ci chiedono con sempre maggiore impazienza”.  Basta partire dalle ultime righe dell’agevole, scorrevole e appassionato pamphlet che Mario Mantovani ha dedicato al sempre più ricorrente tema dell’autonomia regionale (Lombardia Migliore? Sì, Lombardia autonoma, Gangemi editore), per cogliere non solo la legittimità, ma forse persino l’urgenza non più rinviabile di un nuovo ‘patto federativo’ tra la Lombardia, come entità regionale e comunità di donne e uomini, e lo Stato.

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Il libro è stato anche presentato domenica 22 maggio, nel chiostro di villa Annoni a Cuggiono, alla presenza del senatore Sante Zuffada e da diversi sindaci del Castanese e non solo (Christian Garavaglia, Fabio Merlotti, Vincenzo Magistrelli e  Aldo Chiaromonte)

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Le ragioni che sostengono la tesi di Mantovani -la necessità di dotare la Lombardia non solo di maggiori risorse fiscali, ma anche di una nuova filosofia legislativa- derivano non solo da un’evidenza numerica (il Pil lombardo vale 310 miliardi di euro, contro i 390 del Baden Wurttemberg, i 200 della Catalunya e i 170 del Rhone Alpes) ma soprattutto culturale: il pensiero e l’opera di Tommaso Zerbi, Gianfranco Miglio, Stefano Bruno Galli e altri studiosi di Scienza della politica sono il cemento su cui edificare una rinnovata pretesa di maggiore libertà, pur senza intaccare i princìpi dell’Unità Nazionale. Non è un caso che il pregevole lavoro del professor Luca Antonini durante l’ultimo governo Berlusconi (l’ultimo, peraltro, liberamente scelto dagli elettori…), relativo ai costi standard e al federalismo fiscale, fu tra le prime riforme stoppate dal governo di Mario Monti e dalla tecnocrazia che aveva- di fatto- preso il posto della volontà popolare. L’esatto contrario della lezione storica, politica e sociale di don Luigi Sturzo, che con la sua visione popolare ed autonomista vide un secolo fa le insopprimibili esigenze di tutela dei territori per tutelare al meglio l’Unità nazionale.

E’ una questione, spiega Mantovani, di forza e orgoglio: il valore aggiunto prodotto della sola Lombardia supera quello di Belgio, Danimarca, Svezia e Portogallo. E’  la necessità di affinare ancora meglio e di più la qualità della sanità lombarda, cercando -scrive Mantovani- “di creare le condizioni culturali, sociali e normative perché buone idee ed esperienze trovino spazio”. Lombardia Autonoma non è solo dunque un tema di pressante attualità in vista del referendum del 22 ottobre, ma  soprattutto la necessità vitale -per la politica- di tornare a incidere sulla vita delle persone e a risolvere i problemi.

”Il prossimo referendum sull’autonomia lombarda, ufficialmente convocato  dal presidente Maroni per domenica 22 ottobre prossimo, sarà uno spartiacque per la Lombardia e l’intero Paese. Dopo il fallimento costituzionale Renzi-Boschi, dalla regione più forte d’Italia potrà infatti arrivare quella scossa salvifica che darà nuovo vigore alla
decennale battaglia per innovare le nostre istituzioni, tenendo alta la bandiera di quel federalismo responsabile da sempre propugnato da Silvio Berlusconi”.

Cuggiono: Mario Mantovani Lombardia autonoma

 

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