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08 Dec

Fabio Merlotti, un ingegnere prestato alla politica. E un amico (vero, autentico) di Mario Mantovani

Apr 19, 2017
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Classe 1973, liceo Classico a Busto Arsizio, laurea in Ingegneria al Politecnico di Milano, una bellissima famiglia composta dalla moglie Melania e dai figli Lodovico e Samuele.

E una passione -la politica- che s’accese ai tempi del Liceo e che continua a divampare a distanza di tanti anni. Cambiano i tempi, le situazioni e le incombenze, ma Fabio Merlotti è lo stesso di ieri: se da studente scelse di stare contro quello che ai nostri giorni chiameremmo ‘il politicamente corretto’, oggi- da sindaco di Buscate, il paese dove è nato e cresciuto nell’Altomilanese e poco distante dall’aeroporto di Malpensa- continua a fare politica con lo stesso fuoco di un tempo. Professionalmente, Fabio si occupa di innovazione e progetti informatici per il prestigioso gruppo ospedaliero San Raffaele, fondato da don Luigi Maria Verzè e oggi detenuto dal gruppo San Donato della famiglia Rotelli. Inoltre è docente a contratto di Fisica alla facoltà universitaria per Infermieri presso l’ospedale di Magenta.

La politica ha scandito buona parte della mia vita“, dice Fabio, che si candida al Consiglio comunale di Buscate facendo il consigliere di opposizione per 10 anni (dal 2001 al 2011) e diventa, da candidato più votato della lista di centrodestra, vicesindaco e assessore a Cultura e Pubblica Istruzione nel 2011.

mantovani-fabioFu allora che entrai in contatto con Mario Mantovani“, ricorda, “in realtà per il tramite del senatore Sante Zuffada, che mi sostenne fino in fondo perché fossi designato vicesindaco. Ovviamente conoscevo Mario Mantovani da prima, ma fu da quel momento che iniziai a conoscerlo meglio. E- subito- ad apprezzarlo“.

 

Per quale ragione?
Per un motivo molto semplice: Mario Mantovani, e le persone che si riconoscono nella sua leadership, hanno un’idea di politica che dura 365 giorni l’anno, non solo a ridosso delle elezioni. Gli elementi fondanti della politica nel modo in cui la intende Mario Mantovani sono pochi e semplici: serietà, passione, impegno, territorio. Sempre. Tutti i giorni, festivi compresi. Per chi non l’avesse capito, ma credo siano davvero poche le persone a ignorarlo, Mario Mantovani è una persona seria. Molto seria“.

Nel 2016, alle elezioni comunali di Buscate, si schierano ben 4 liste. Il centrodestra è diviso. Fabio Merlotti sceglie di presentarsi con una squadra giovane, dinamica, rinnovata e dove la discriminante non fosse l’appartenenza a questo o quel partito, ma solo la determinazione ad offrire una proposta politica radicalmente nuova a Buscate.

La scelta risulta vincente: Fabio Merlotti trionfa sfiorando il 37% dei voti, quando tutti gli osservatori (o quasi..) prevedevano una vittoria del centrosinistra.
E’ un’elezione che succede di alcuni mesi la vicenda giudiziaria che tocca Mario Mantovani, che risale all’ottobre del 2015.

Che cosa provò Fabio Merlotti nel giorno in cui arrestarono Mario Mantovani?
Ci sono parole ben precise, e che dicono molto chiaramente cosa pensai, nella risposta a un blogger locale di sinistra che prevedeva il passaggio degli uomini di Mario Mantovani ad altri lidi politici. In pratica, qualcuno riteneva che quelli come me- gli amici di Mantovani- gli avrebbero voltato le spalle. Niente di più falso. Io volli ribadire, sin dall’ottobre del 2015, la mia amicizia e vicinanza a Mario. Per due ragioni: la prima è che un amico non si abbandona nel momento in cui insorge una difficoltà. E io mi ritengo un amico di Mario Mantovani, un amico vero: i valori coi quali sono cresciuto, in famiglia e in politica, non contemplano la parola tradimento.
In secondo luogo, chi conosce bene Mantovani- come me- sa benissimo che malversazioni, disonestà, traffici ed illeciti non appartengono né al suo costume né alla sua storia“.

La vicenda processuale di Mario Mantovani è agli inizi. Che idea se n’è fatto, Fabio Merlotti?
In prima battuta, mi ha lasciato molto perplesso la carcerazione preventiva. In un contesto nel quale vediamo persone accusate di omicidio che vengono scarcerate dopo 24 ore, la misura restrittiva che Mario Mantovani ha subito mi è parsa francamente eccessiva. Per quanto riguarda il processo, effettivamente alle prima battute, sono molto fiducioso. Perché credo nella giustizia. E perciò credo che i giudici, potendo entrare nel merito delle accuse che vengono mosse a Mantovani, emetteranno un giudizio sereno e libero da condizionamenti. Un giudizio di assoluzione“.

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