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06 Dec

Emergenza migranti, elogio ai sindaci che dicono NO

Mag 19, 2017
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Emergenza Migranti: Sono decine i sindaci che non hanno firmato il Protocollo della Prefettura e del Ministero degli Interni: hanno detto sì 78 su 134

164 a Legnano, 18 ad Arconate, 75 a Parabiago, 31 a Castano Primo, 23 a Inveruno e 20 a Turbigo.  E via discorrendo. Sono i numeri dei richiedenti asilo che il Governo e la Prefettura di Milano vorrebbero mandare nei  Comuni, contenuti nel documento elaborato dalla Prefettura di Milano, mediante il quale 5000 richiedenti asilo saranno ‘piazzati’ dal Governo nell’Altomilanese e in provincia di Milano.

E’ questa la sintesi del protocollo d’intesa che la Prefettura ha avanzato ai nostri sindaci nel mese di marzo, e che ieri- giovedì 18 maggio- è stato discusso e ratificato durante l’incontro col ministro dell’Interno Marco Minniti e il Prefetto Luciana Lamorgese.

Un protocollo che sa tanto di costrizione, di mortificazione dell’autonomia di sindaci ed enti locali. Dopo oltre 2 anni di fallimentare gestione dell’emergenza migranti, Governo e Prefetto sono arrivati all’imposizione. Come nel caso del piccolo Comune di Gudo Visconti, 1700 anime vicino ad Abbiategrasso: una cooperativa ha utilizzato l’appartamento in affitto di un cittadino per aderire ai bandi della Prefettura e ospitare 5 richiedenti asilo.

 “Il giorno dopo l’incontro di Milano”, osserva Mario Mantovani, “il nostro elogio va ai sindaci di quei Comuni che hanno detto NO: tra di essi ricordiamo Turbigo, Buscate, Bernate, Parabiago, Nerviano, Castano Primo, San Giuliano Milanese, Corsico e  molti altri”.

“Del resto”,  continua Mario Mantovani, “basta esaminarlo con attenzione, il protocollo che fa acqua da molte  parti: molti passaggi non sono chiari. Ad esempio,chiunque verrà accolto dai Comuni avrà in automatico la residenza: questo aprirebbe tutta la questione legata anche al ricongiungimento familiare. E al termine dei tre anni di sperimentazione, cosa succederà?Non è neppure chiaro chi siano i migranti che verranno mandati nei Comuni. Basti ricordare un dato diffuso dal Ministero dell’Interno e dal Commissario Europeo Avramopoulos, e mai smentito: l’80% dei migranti che arrivano nel nostro Paese non gode di alcunstatus internazionale e dei requisiti richiesti per la concessione dell’asilo politico,  quindi è arrivato clandestinamente.  Non si tratta forse di un’emergenza migranti? Non si tratta infatti di siriani che fuggono dalla guerra. Peraltro dove verranno ospitati? Si parla di edifici privati, nel caso di indisponibilità di strutture pubbliche. Una vera emergenza migrati. Una extrema ratio che ha già evidenziato le sue falle: abbiamo già appurato che la criminalità organizzata ha messo le mani sull’accoglienza, che in alcuni centri finanziati dallo Stato i migranti sono stati nutriti con cibo riservato ai maiali.

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Non si tratta di egoismo o mancata accoglienza: Milano e la Lombardia non hanno mai fatto venir meno la propria generosità, aprendosi col volontariato e gli ambienti vicini alla Chiesa cattolica all’accoglienza per risolvere questa emergenza migranti. Ma un’apertura indiscriminata al passaggio di 96mila migranti (nella sola Lombardia, in 2 anni) non è la risposta adeguata ad un’emergenza umanitaria. Rischia invece di diventare un cinico traffico di uomini, gestito dal radicalismo islamico (lo hanno appurato le indagini sul terrorismo in Europa) e in mano a personaggi senza scrupoli. Il Governo e gli enti locali respingano questo inadeguato modo di rispondere alle crisi internazionali.Come si sente la mancanza di una politica estera adeguata e della centralità che Silvio Berlusconi diede all’Italia nel bacino Mediterraneo. Oggi, invece, il nostro Governo è capace soltanto di obbedire ai diktat e agli ordini delle grandi burocrazie europee. Che scaricano sull’Italia un problema che interroga l’Europa nel suo complesso, costato al nostro Stato- solo per il 2016- 3 miliardi e 300 milioni di euro”, conclude Mantovani.

emergenza migranti milano

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