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13 Aug

‘Dalla Lombardia un inno alla democrazia’. ‘Il regalo’ di Mantovani alla politica

Gen 30, 2018
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La crisi della politica, il tramonto del potere decisionale che porta la cessione della sovranità a organismi sovranazionali e lontani dai cittadini, è un’autentica e vera crisi di democrazia. Chi ha soffiato in questi anni sul fuoco dell’antipolitica, ha sempre avuto come unico obiettivo la compressione della democrazia. Meno poteri ai Comuni, via le Province, meno fondi alle Regioni, cessione di funzioni strategiche dei Governi nazionali ad organismi non eletti dal popolo (come la Commissione Europea). Per porre un argine a questa deriva, e per modernizzare l’efficienza delle istituzioni, quanto è appena successo in chiusura dei lavori del Consiglio Regionale della Lombardia rappresenta una fiamma di speranza.

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A partire infatti dalla prossima legislatura, ossia dal marzo 2018, in Regione Lombardia i consiglieri regionali non potranno ricoprire contemporaneamente l’incarico di assessore. Lo ha deciso il ‘parlamento lombardo’, che ha approvato nell’ultima seduta utile prima del voto il progetto di legge 388 voluto e scritto da Mario Mantovani e che prevede l’incompatibilità tra la carica di componente del Consiglio Regionale e quella di componente di Giunta.

E’ un principio noto da tempo, ma poco applicato. Nel 1748 infatti Montesquieu, col suo celebre “Spirito delle Leggi”, aveva dettagliatamente definito l’importanza della separazione dei poteri tra esecutivo, legislativo e giudiziario. Una tripartizione che nei secoli ha garantito crescita e sviluppo.

Da qui la nuova legge lombarda che finalmente separa in modo deciso tali funzioni e che punta invece a consentire e consolidare un’espressione ancora più vera e compiuta della democrazia. Chi è chiamato dai cittadini attraverso il voto di preferenza a legiferare deve dedicarsi a quel ruolo e, se poi indicato in Giunta, non potrà essere contemporaneamente controllore e controllato.

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 “E’ una bella pagina di politica. Con il nuovo provvedimento vengono raggiunti infatti due obiettivi importanti: distinguere in modo inequivocabile il ruolo della Giunta- che ha compiti prioritariamente esecutivi- rispetto al ruolo del Consiglio, il quale invece  ha una funzione legislativa e di controllo. Inoltre –ha sottolineato Mantovani- viene tutelata senza esitazioni la volontà popolare: per un eletto dal popolo, in caso di interruzione dell’esperienza di Giunta, sarà consentito il ritorno fra i banchi del Consiglio Regionale, onorando così il mandato acquisito attraverso il consenso dei cittadini. La piena applicazione della democrazia vale più di qualsiasi valutazione di ordine tecnico ed economico. La democrazia -conclude Mantovani- non ha prezzo”.

Un provvedimento significativo e che assume un valore simbolico: è infatti il ‘regalo’ di Mario Mantovani alla Lombardia alla fine della sua avventura nel corso della decima legislatura del Consiglio Regionale della Lombardia. Un inno alla democrazia.

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