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26 Sep

Benvenuto a Milano, Francesco!

Mar 24, 2017
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IL PAPA IN VISITA ANCHE AL CARCERE DI S. VITTORE. UMANIZZIAMO LA DETENZIONE E RICORDARDIAMO GLI INNOCENTI INCARCERATI

Ogni volta che entro in un carcere mi domando: perché loro e non io. Tutti abbiamo avuto o abbiamo la possibilità di sbagliare“. Lo scorso 6 novembre, Papa Francesco ha celebrato a Roma il Giubileo dei detenuti, mettendo in guardia da chi “punta il dito” contro qualcuno che ha commesso errori nella sua vita. E lanciando tre appelli alle autorità civili: il primo per “un atto di clemenza verso quei carcerati che si riterranno idonei a beneficiare di tale provvedimento“; il secondo “in favore del miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri” e infine “una giustizia penale che non sia esclusivamente punitiva“, ma aperta “alla prospettiva di reinserire il reo nella società“. Sono parole di grande spessore, umano e valoriale, che risuonano a distanza di mesi e anche oggi, in occasione della visita di Papa Francesco a Milano. “A volte, una certa ipocrisia spinge a vedere nei detenuti solo delle persone per le quali l’unica via è quella del carcere. Non si pensa alla possibilità di cambiare vita, c’è poca fiducia nella riabilitazione“. Ma così, avverte il Pontefice, “si dimentica che tutti siamo peccatori e, spesso, siamo anche prigionieri senza rendercene conto“.

Sul tema del rapporto tra il carcere e la necessità di umanizzare il percorso dei detenuti, Mario Mantovani è intervenuto venerdì scorso a Castano Primo, partecipando alla rappresentazione del ‘Figliol Prodigo’, il musical messo in scena da un gruppo di detenuti ad alta intensità del carcere di Opera. “L’esigenza non è quella di limitare, ridurre o circoscrivere le pene”, ha detto Mantovani, “bensì umanizzare la carcerazione, come ha ribadito Sua Santità, e non rinunciare alla funzione rieducativa che dovrebbe essere propria del periodo di detenzione. Spesso, troppo spesso, assistiamo invece a una assoluta incapacità di assolvere questa importante funzione. E’ difficile parlare di umanità, di comprensione, di misericordia, se prima non recuperiamo questa capacità di incidere positivamente sui detenuti”.

Francesco, a Milano, visiterà il carcere e i detenuti. Ecco perché, in occasione della sua visita, è con un moto di spontanea sincerità che vorrei sottolineare il dramma delle 25mila persone innocenti che sono state messe in carcere negli ultimi anni, vittime di errori della giustizia. Penso a come a volte la carcerazione preventiva, prima di qualsiasi processo o di una sentenza, fosse pure di primo grado, è già di per sé una pena che si è poi rilevata non giustificata da alcuna effettiva colpa. Ecco perché sono certo che da Francesco non arriveranno solo momenti di condivisione importante, con chi vive dietro le sbarre, ma soprattutto di speranza perché l’amministrazione della giustizia non si traduca -come successo e come succede ancora oggi- in una dolorosa, e lancinante, ingiustizia patita da uomini e donne del nostro tempo”, conclude Mario Mantovani.

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