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12 Nov

Arconate, se 11 milioni di euro in opere pubbliche non bastano a placare la rabbia degli odiatori seriali

Mag 04, 2019
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L’umano, come categoria, è tanto affascinante quanto bizzarra. Perché inventa, programma e compie cose che a volte sono così balzane da sembrare incredibili. Pensate per esempio cosa può succedere in un Comune placido e dalle ridotte dimensioni come Arconate. Un paese come tanti, affezionato giustamente alla sua storia e alle sue tradizioni.

 

Un paese dove accade, perché è accaduto di recente, che durante il processo in corso a Mario Mantovani al Tribunale di Milano l’avvocato di parte civile che rappresenta l’Amministrazione comunale (uscente) del sindaco Andrea Colombo (anch’esso uscente) chiede 2 milioni di euro di danni a Mantovani stesso. Non siamo su Scherzi a Parte, e l’1 aprile benché non da molto è  già passato.

2 milioni di euro di danni, scusate, ci paiono una mascalzonata vera e propria. E vi spieghiamo anche il perché, e anche il perché a breve distanza dal voto del 26 maggio prossimo- per il rinnovo di sindaco e Amministrazione comunale- ci sia per noi l’odore sgradevole della speculazione politica e dell’inganno.

06-06-2004
ARCONATE
Inaugurazione polo scolastico

La mascalzonata, per noi, è quella di avanzare una pretesta risarcitoria per presunti danni a chi ha portato al suo paese durante i suoi mandati 11 milioni di euro- ripetiamo, a beneficio soprattutto degli smemorati, che ad Arconate paiono abbondare  e trovare terreno fertile-  in opere pubbliche.

 

Siamo serenamente in grado di farne l’elenco, sempre al fine di attenuare la smemoratezza: la rinnovata Piazza Libertà, il nuovo ponte Marinai d’Italia, il nuovo Liceo d’Arconate e d’Europa, la nuova Scuola Materna statale, i nuovi parcheggi per scuole e cimitero, oltre 6 km di nuove piste ciclo pedonali, aiuole, parchi pubblici, la riqualificazione energetica degli stabili comunali, l’investimento sulle energie rinnovabili, il nuovo Municipio e una nuova Casa Famiglia per anziani.

 

Il nodo della richiesta di cui sopra è la nuova residenza per anziani, che Arconate attendeva da decenni. Certo, Mantovani può aver commesso degli errori (è umano), ma è possibile che per aver realizzato un’opera di pubblica utilità ci sia la quantificazione di un danno da 2 milioni di euro?

 

Allora, entriamo nel merito: la presunta colpa di Mantovani è quella di aver contribuito in modo decisivo a realizzare una delle più belle Rsa del circondario, costruita senza che gli arconatesi abbiano dovuto versare 1 euro, anzi ne hanno ricevuti 500mila (di euro), oltre a 48 parcheggi sotterranei, a carico del costruttore. E tutto tornerà al Comune fra 50 anni.  In più Arconate riceve anche una nuova piazza del valore di 1 milione e 200mila euro, sempre a carico del costruttore.

Nessuno è riuscito ad accusare Mantovani o a dimostrare che ci siano state malversazioni o passaggi di denaro impropri (anche perché non ci sono), mentre quello che è dimostrabile è che Mantovani ha trovato –attraverso un bando pubblico sulla Gazzetta Europea- un operatore che realizza l’opera per un costo di oltre 10 milioni di euro. E il Comune di Arconate? Con un tecnico ha redatto una perizia giurata per attribuire un valore all’area standard per una spesa di 2400 €.

Mentre l’avvocato dell’attuale Amministrazione Colombo, in tribunale, ha equiparato il valore di un terreno a vocazione residenziale (via Pascoli) a quello standard su cui sarà realizzata una residenza per anziani con annessa nuova piazza (di pubblico uso). Quando si dice che la polemica strumentale acceca…

Ecco, a conti fatti il quadro appare chiaro. Mantovani realizza opere pubbliche per 11 milioni, porta in paese una nuova casa di riposo da oltre 10 milioni e una nuova piazza per 1 milione e 200mila euro. Di contro, il Comune spende 2.400 euro. A corredo, in un’aula del Tribunale di Milano, ora l’Amministrazione di Arconate chiede 2 milioni di euro di danni a Mantovani.

Avete colto perché consideriamo l’umano una categoria bizzarra? Ma forse non è l’umano, la ragione di cotanta singolarità: forse è il cieco livore, l’irrazionale bramosia degli odiatori di professione. E’ davvero una brutta cosa l’odio cieco e spasmodico. Cosa davvero vergognosa.

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